Dr. Giorgio A.E. Santarelli, Medico Chirurgo Specialista in Odontostomatologia
...ALCUNE RISPOSTE ALLE DOMANDE CHE I PAZIENTI
........SI PONGONO CON MAGGIORE FREQUENZA

1. ALIMENTAZIONE. L'alimentazione ha influenza sulla malattia parodontale?

No.
Un'alimentazione equilibrata è parte integrante e fondamentale di un corretto stile di vita, ma non esistono correlazioni dirette tra il tipo di alimentazione e la malattia parodontale.


2. ALITO CATTIVO. C'è associazione tra malattia parodontale e alito cattivo?

Sì.
Una delle più comuni conseguenze della malattia parodontale può essere l'alito cattivo dovuto alla proliferazione dei batteri sulle superfici dei denti e all'interno delle tasche parodontali.


3. BAMBINI e MALATTIA PARODONTALE. I bambini possono ammalare di malattia parodontale?

Sì.
Esistono delle forme di malattia parodontale ad insorgenza precoce che possono colpire anche bambini con i denti di latte.


4. CARDIOPATIA. Esiste qualche correlazione tra malattia parodontale e malattie cardiache?

Sì.
Le malattie cardiache e la malattia parodontale hanno correlazioni dovute all'influenza che la malattia parodontale può esercitare sulle malattie cardiache.
La malattia parodontale è sostanzialmente un'infezione batterica, i batteri possono entrare nel circolo ematico ed agire come fattori aggravanti di alcune malattie cardiache, come le malattie coronariche o le endocarditi infettive.


5. COLLUTORIO. A cosa serve fare gli sciacqui con il collutorio?

I collutori non sostituiscono una corretta tecnica di spazzolamento dei denti.
Esistono tuttavia diverse tipologie di collutori, quelli comunemente definiti da banco e presenti anche nei supermercati, possono essere utili come strumenti di prevenzione della carie dentaria.I collutori che richiedono una prescrizione medica e hanno una più specifica azione antibatterica parodontale, sono di solito utilizzati per brevi periodi legati alla impossibilità di praticare le normali tecniche di spazzolamento dei denti.
Questi ultimi possono avere effetti collaterali dannosi se usati continuativamente per lunghi periodi.


6. DENTI SENSIBILI. Perché i denti possono diventare sensibili? Cosa fare in questo caso?

I denti possono diventare sensibili per diverse ragioni: le più comuni sono la carie dentaria e la malattia parodontale.
In caso di sensibilità dei denti è consigliato recarsi dal proprio dentista per una valutazione delle possibili cause e della relativa terapia.


7. DENTI. È normale che i denti si muovano? Cosa fare in questo caso?

No.
I denti mobili sono tra i più comuni sintomi di forme gravi di malattia parodontale.In caso di mobilità dei denti è consigliato recarsi dal proprio dentista per una valutazione delle possibili cause e della relativa terapia.


8. DENTI. I denti malposizionati sono più a rischio di ammalare di malattia parodontale?

No.
Il rischio di ammalare di malattia parodontale è fortemente legato all'accumulo di placca batterica sulle superfici dei denti.
Tuttavia se la malposizione dentaria è tale da compromettere manovre di igiene orale adeguate potrebbe esistere un rischio maggiore di ammalare di malattia parodontale.


9. DIABETE. Esiste qualche correlazione tra malattia parodontale e diabete?

Sì.
Esistono correlazioni che riguardano il rischio aumentato di ammalare di malattia parodontale per i pazienti diabetici.Il diabete mellito oggi è considerato uno dei principali fattori di rischio per la malattia parodontale.
Esistono inoltre correlazioni tra gli effetti migliorativi della terapia per la malattia parodontale sui valori della glicemia nei pazienti diabetici.
In caso di diagnosi medica di una forma di diabete è consigliato recarsi dal proprio parodontologo per una visita.


10. DIAGNOSI. Come fa il dentista a fare diagnosi di malattia parodontale?

La diagnosi di malattia parodontale viene effettuata dal dentista attraverso una serie di strumenti diagnostici quali l'anamnesi, l'esame obiettivo della bocca, le radiografie ed eventuali esami di laboratorio.
Uno strumento fondamentale per fare diagnosi è la sonda parodontale che serve a rilevare la presenza di tasche a livello dei tessuti parodontali.
La formazione di una tasca quasi sempre indica la presenza di malattia parodontale.


11. EREDITARIETÀ. La malattia parodontale è ereditaria?

No: la malattia parodontale non è una malattia ereditaria.
La principale causa di malattia parodontale è l'accumulo di placca batterica sulle superfici dei denti.
Tuttavia recenti studi hanno evidenziato l'ereditarietà di alcuni fattori predisponenti che rendono più facile ammalarsi di malattia parodontale.


12. FARMACI. I farmaci possono avere conseguenze sulla salute delle gengive?

Sì: esistono alcuni farmaci (es. anti-epilettici o anti-aritmici) che possono agire come agenti causali di alterazioni a livello dei tessuti parodontali.
In caso di alterazioni gengivali è consigliato recarsi dal proprio parodontologo per una visita ed informare lo specialista in caso di assunzione di farmaci per altre patologie sistemiche.


13. FARMACI. La malattia parodontale si può curare con gli antibiotici?

No.
La malattia parodontale viene curata dal parodontologo attraverso un piano di trattamento che dipende dalla forma e dalla gravità della malattia parodontale stessa.
Gli antibiotici possono essere utilizzati nella terapia di particolari forme di malattia parodontale come strumento terapeutico aggiuntivo.


14. FILO INTERDENTALE. A cosa serve il filo interdentale?

Il filo interdentale è utile a rimuovere la placca batterica che si accumula tra un dente e l'altro.


15. FUMO. Il fumo ha qualche effetto nocivo sulla salute di denti e gengive?

Il fumo facilita l'insorgere della parodontite e ne aggrava il decorso, facilitando la perdita dei denti.
Le macchie da fumo favoriscono l'accumulo di placca batterica intorno ai denti.


16. GENGIVE. A cosa servono le gengive?

Le gengive servono a proteggere l'osso di sostegno e le radici dei denti.


17. GENGIVE. Perchè è importante avere le gengive sane?
È importante avere le gengive sane perché se le gengive sono sane non c'è rischio di perdere i denti a causa della malattia parodontale.
L'assenza di infiammazione gengivale è un segno di salute parodontale.

18. GENGIVE. Perchè le gengive sanguinano?

Le gengive sanguinano quando non c'è una costante e corretta igiene orale; l'accumulo di placca batterica crea infiammazione che come primo segno si manifesta con il sanguinamento gengivale.


19. GENGIVE. Perché le gengive si retraggono?

La retrazione gengivale è la manifestazione di una retrazione dell'osso sottostante, dovuta alla presenza della malattia parodontale.
Le retrazioni gengivali, anche chiamate recessioni, si possono curare tanto più efficacemente quanto prima si interviene. Lasciate a se stesse le recessioni possono solo peggiorare nel tempo rendendo più complesso e meno predicibile l'esito della terapia. La terapia è chirurgica e consta di interventi combinati plastico-ricostruttivi in anestesia locale volti a ricostituire la gengiva perduta ed il sottostante supporto osseo.

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20. GRAVIDANZA. Durante la gravidanza le gengive sono a rischio di ammalare?

Durante la gravidanza vi è un maggiore rischio di infiammazione gengivale a cause di squilibri ormonali, pertanto i controlli di igiene orale dovranno essere ancora più frequenti.


21. GRAVIDANZA. Quali rischi corre una donna in gravidanza con la malattia parodontale?

La donna in gravidanza, affetta da parodontite, ha un maggiore rischio di parto prematuro con nascituro sottopeso.


22. IGIENE ORALE. Con che frequenza è indicato recarsi dall'odontoiatra per l'igiene orale professionale?

La frequenza dei richiami igienici professionali dipende da molti fattori tra i quali uno dei più importanti è la capacità del paziente di collaborare con l'igiene domiciliare, essa pertanto dovrà essere decisa individualmente dall'odontoiatra.


23. IMPIANTI. Che cos'è un impianto? Di che materiale è fatto?

L'impianto è una sorta di radice artificiale su cui si possono ricostruire i denti mancanti.
Gli impianti più usati sono fatti di titanio, che si unisce intimamente all'osso senza dar luogo a reazioni avverse.


24. IMPIANTI. Quanto tempo richiede una riabilitazione con impianti?

La durata della terapia implantare è strettamente legata alla quantità e alla qualità dell'osso presente.
Nei casi più favorevoli, è possibile riavere una funzione masticatoria su impianti anche in pochissimi giorni. Tuttavia il tempo di attesa medio prima di poter posizionare una corona o un ponte su impianti è di 4 mesi per l'arcata superiore e di 3 per l'arcata inferiore. Qualora si debba provvedere a ricostruire l'osso mancante con innesti di biomateriali o prelievi di osso dello stesso paziente, tali tempi possono anche più che raddoppiare. È comunque interesse sia del paziente che del curante che siano rispettati i tempi biologici individuali per la guarigione e la maturazione dei tessuti periimplantari. Pertanto saranno esami strumentali specifici (radiografie tradizionali, digitali o TAC) eseguiti a distanza di tempo che forniranno per ciascun caso l'informazione più attendibile circa il giusto momento di caricare gli impianti.


25. IMPIANTI. Tutti possono sottoporsi ad un intervento di implantologia?

In generale un paziente in buone condizioni di salute può sottoporsi alla terapia implantare indipendentemente dall'età.
Occorre invece escludere la presenza di parodontite che andrà preventivamente trattata con successo prima di poter inserire gli impianti.
Altre controindicazioni assolute ad un trattamento implantare sono rare e vanno valutate caso per caso.


26. IMPIANTI. Qual è il rischio di rigetto di un impianto?

Il termine "rigetto" si riferisce piuttosto a trapianti d'organo. Non sono noti casi di allergia al titanio, peraltro diffusamente utilizzato anche in ortopedia da decine di anni. Si possono infettare la mucosa e l'osso intorno all'impianto e in questo caso si parla di mucosite e di periimplantite di origine batterica, con ceppi microbici simili a quelli che causano un analogo danno su denti e gengive (parodontopatogeni).
L'insuccesso meccanico di un impianto è comunque raro; naturalmente l'impianto deve essere stato ben collaudato mediante studi clinici.


27. IMPIANTI. Nel Paziente con malattia parodontale può essere fatta l'implantologia?

La terapia implantare può essere effettuata nel paziente ammalato di malattia parodontale solo dopo che la malattia è stata trattata correttamente.


28. IMPIANTI. La chirurgia implantare è un intervento complicato, doloroso?

L'intervento chirurgico necessario per inserire impianti nell'osso è quasi sempre ben tollerato.
Il dolore postoperatorio, quando presente, è di regola limitato a poche ore e si domina bene con i comuni analgesici.


29. IMPIANTI. Quanto dura un impianto?

L'impianto può continuare a funzionare per decenni, se viene mantenuto ben pulito con l'igiene quotidiana e con visite periodiche dal dentista.
La durata di un impianto può essere ridotta dalla cattiva igiene, dal fumo, da malattie come il diabete, da traumi o carichi eccessivi.


30. MENOPAUSA. La menopausa può influire sulla salute delle gengive?

La menopausa rappresenta un periodo di squilibri ormonali che possono influenzare negativamente la salute parodontale.


31. PARODONTO. Cos?è il parodonto?

Il parodonto è il tessuto mediante il quale i denti sono ancorati alle ossa mascellari.
Esso è costituito dalla gengiva e da tessuti profondi che prendono il nome di cemento radicolare, legamento parodontale e osso alveolare.


32. PARODONTOLOGO. Di che cosa si occupa il parodontologo?

Il parodontologo si occupa della prevenzione e cura dei tessuti (gengiva e osso) che circondano i denti e gli impianti.


33. PLACCA. Cos'è la placca batterica?

La placca batterica è un aggregato di batteri legati tra loro e tenacemente adesi alla superficie dentale.


34. PREVENZIONE. Come si previene la malattia parodontale?

La malattia parodontale si previene attraverso una corretta igiene eseguita quotidianamente a casa e periodicamente in studio dall'igienista dentale e mediante visite di controllo dal dentista.


35. SANGUINAMENTO. Perché le gengive sanguinano?

Le gengive sanguinano perché, in seguito a un accumulo di placca batterica, si induce un'infiammazione gengivale. I tessuti, se stimolati meccanicamente (es. con lo spazzolamento), manifestano il sanguinamento.


36. SBIANCAMENTO. Lo sbiancamento dei denti può essere dannoso?

No, ma solo se è eseguito correttamente da un professionista. La scelta della tipologia di trattamento sbiancante (se domiciliare o alla poltrona) viene scelta dall'odontoiatra in base alle caratteristiche del singolo paziente.


37. SOGGETTI A RISCHIO. Chi può ammalare di malattia parodontale?

Possono ammalare di malattia parodontale coloro che non osservano una buona pulizia dei denti e che presentano una predisposizione individuale alla malattia.
Altri fattori, quali il fumo e il diabete, possono favorire l'insorgere o l'aggravarsi di tale malattia.


38. SPAZZOLINO. Con che frequenza bisogna lavare i denti?

Almeno due volte al giorno, preferibilmente dopo i pasti principali della giornata, mediante l'uso dello spazzolino e del filo interdentale. È importante spazzolarsi i denti e le gengive entro 15 minuti dalla fine del pasto.


39. SPAZZOLINO. È meglio utilizzare lo spazzolino elettrico o quello manuale?

Vanno bene entrambi, a patto che la metodica di detersione venga eseguita correttamente in base allo strumento scelto. Gli spazzolini elettrici non sono tutti uguali. È preferibile utilizzare quelli sonici, cioè quelli che forniscono energia alle setole mediante la generazione di onde vibrazionali, che non rischiano di danneggiare come le rotazioni meccaniche i colletti dei denti. Le setole degli spazzolini meccanici inoltre sono più corte e quindi più dure rispetto a quelle dei sonici, e sono quindi più abrasive.


40. SPAZZOLINO. È vero che lo spazzolamento è più efficace se le setole dello spazzolino sono dure?

No, anzi: quanto più le setole dello spazzolino sono morbide, tanto più riusciranno ad intrufolarsi tra i denti e negli spazi più angusti del cavo orale, determinando quindi una rimozione più efficace della placca batterica.


41. TASCA. Cos?è una tasca parodontale?

La tasca parodontale è uno spazio tra dente e gengiva creatosi in seguito alla distruzione dei tessuti che circondano il dente (gengiva e osso).
Il dentista, attraverso l?uso di una sonda parodontale, è in grado di evidenziarne la presenza e la profondità e stabilire un piano di trattamento idoneo.


42. TARTARO. Che cos'è l'ablazione del tartaro?

L'ablazione del tartaro è la rimozione del tartaro da tutte le superfici dentali mediante strumenti manuali e/o ultrasonici.


43. TARTARO. Come si forma il tartaro?

La placca batterica, se non rimossa dalle superfici dentali, va incontro a calcificazione per precipitazione di sali di calcio e fosfati presenti nella saliva.


44. TRATTAMENTO. Come si trattano le patologie delle gengive?

Le patologie delle gengive si trattano attraverso la rimozione di placca e tartaro dalle superfici dentali con trattamenti non chirurgici (levigatura delle radici) e chirurgici (sollevamento di lembi gengivali e levigatura delle radici a cielo aperto).
Nel caso della parodontite acuta giovanile la terapia meccanica di rimozione di placca e tartaro viene supportata anche da una terapia antibiotica.

Dalle linee guida della SIdP - Società Italiana di Parodontologia e successive modifiche



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