Dr Giorgio A.E. Santarelli, Medico Chirurgo Specialista in Odontoiatria
 

....Ingrandimenti



Interventi di chirurgia plastica parodontale
PRIMA - Gengive ritirate che scoprono radici scurite dalle devitalizzazioni sui due incisivi centrali superiori restaurati con due corone incongrue,
unitamente a profonde e ampie retrazioni delle radici dei canini superiori, costituiscono un problema estetico e relazionale per la paziente.


 
 
 



Interventi di chirurgia plastica parodontale
DOPO - Con tre interventi di chirurgia plastica parodontale si ricostruisce il volume gengivale mancante sui canini e sugli incisivi centrali, sui quali ultimi
si applicano due nuove corone in ceramica stratificata su foglia d'oro, di elevato valore estetico. A malapena si riconosce trattarsi della stessa bocca.


 
 
 



Faccette in ceramica
PRIMA - La presenza di un incisivo laterale superiore destro di ridotte dimensioni e di forma conoide, di una corona protesica
sull'incisivo laterale superiore sinistro "piatta", priva di luminosità e distante dalla gengiva, nonché di estese lesioni cariose ai colletti dei canini superiori
destro e sinistro, condizionano notevolmente l'estetica di questo sorriso.


 
 
 



Interventi di chirurgia plastica parodontale
DOPO - Una corona "metal free" in ceramica vetrosa in sostituzione della precedente e tre faccette in ceramica (si applicano incollandole
sul dente come se fossero delle unghie finte, ma sono restauri permanenti) restituiscono salute ed armonia al sorriso della paziente
senza modificarne il profilo dentale, mimetizzandosi coi denti naturali adiacenti.


 
 
 



Perimplantite

PRIMA - La perimplantite (l'equivalente implantare della piorrea) è un'evenienza che, per quanto non frequente, porta alla perdita dell'impianto
e di quanto da esso sostenuto se non riconosciuta per tempo e correttamente trattata. Nella maggior parte dei casi l'origine
è infettiva o da non corretto carico masticatorio ed il trattamento è prevalentemente chirurgico. Tuttavia vi sono altre condizioni che vanno
tenute in considerazione: in questo caso l'impianto presentava suppurazione dopo 5 anni di buona funzionalità.

DOPO - Nelle tre radiografie intervallate di tre mesi si può constatare come, posta la corretta diagnosi, si sia potuto recuperare completamente
l'impianto, anche se radiologicamente compromesso in modo apparentemente irreversibile. Sospettando un diabete non compensato
si è richiesto l'esame della glicemia, il cui valore risultava superiore a 300. Una antibioticoterapia locale per 15 giorni e la correzione della glicemia
hanno consentito di ottenere il risultato visibile nella ultima radiografia, senza terapia meccanica né chirurgica.